L’unico motivo per cui i gay non dovrebbero sposarsi

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Io non capisco gli omosessuali che vogliono sposarsi.

Non che sia contrario al matrimonio gay, anzi, non vedo perché non possano farlo. È divertentissimo ascoltare le opinioni di coloro che sono contrari. Solitamente sono cose completamente insensate tipo “È contro natura” oppure “Beh allora perché non sposare un cane”. Per contro-argomentare allo stesso livello di chi esprime queste obiezioni solitamente è sufficiente una scoreggia.

Quello che non capisco è perché i gay “vogliano” sposarsi.

Cioè, sono l’unico a pensare che il matrimonio sia un incubo? Li vedo quelli sposati, ogni giorno della mia vita, sono degli zombie in tutto e per tutto, con la differenza che gli zombie vestono meglio.

Però li capisco, li capisco per il semplice fatto che la vita sessuale degli eterosessuali sia una merda. È faticosa, è fatta di formalità, sofferenze, doveri, aspettative. Tutte cose fatte controvoglia per ottenere una scopata decente ogni tanto. Una volta sposato non devi più romperti l’anima per un giro in giostra, è un compromesso per evitare rotture di coglioni.

Gli eterosessuali si sposano non per amore, non per grandi ideali di stato e famiglia, non per ricreare il sacro nucleo primitivo della tribù. Si sposano perché quando saranno grassi, pelati e con un sacco di peli incarniti sulla schiena e cellulite sulle cosce ci sarà qualcuno costretto a dargli una ripassata.

“Ho voglia di farlo”

“Io no”

“Perché no”

“Perché sei diventato il sosia del Gabibbo senza il fascino del Gabibbo”

“Beh tu sembri un sacco pieno d’erba dopo che ha piovuto”

“Beh devi scoparmi lo stesso”

“No!”

“E invece si, siamo sposati”

“Eh allora?”

“È scritto qua, vedi, bisogna scopare? “

“Che palle”

“Non dirlo a me”

Questa è la realtà.

Ma per i gay è tutt’altra storia. La vita sessuale dei gay è l’eden, il paese dei balocchi, il nirvana e tutti i paradisi di tutte le religioni del mondo messi insieme.

Quando i miei amici omosessuali mi raccontano le loro avventure provo un’invidia devastante, mi si contorcono le budella da quanto gli invidio; vorrei diventare gay all’istante, in cinque secondi. Se si potesse scegliere l’orientamento sessuale sceglierei l’omosessualità senza alcun dubbio, è a vita migliore del mondo, non ci sono cazzi (anzi ci sono).

Magari si soffre un po’ da adolescenti, le prese per il culo, la famiglia ritardata nella testa che non capisce e ste cose qua; ma una volta uscito dal guscio è la bambagia.

Avete presente Tinder? Bene, Tinder è una boiata. Grinder è la risposta. Grinder funziona davvero. L’altra sera ero fuori con amici, quello gay della compagnia ha aperto l’applicazione, matchato o come cazzo si dice un surfista australiano e in un quarto d’ora era a casa sua a giocare al coniglio e alla carota.

Un quarto d’ora.

Solo un quarto d’ora.

E nemmeno di discorsi, era solo il tempo necessario per arrivare a casa sua in macchina.

Quello che per un eterosessuale è il sogno erotico di una vita per un omosessuale è un martedì pomeriggio qualsiasi.

Perciò se fossi gay (e se Dio vuole un giorno lo sarò) non mi sposerei per nulla al mondo. È una follia. Un passo falso imperdonabile.

È come essere il figlio del più grande chef del mondo, mangiare da Re ad ogni pasto e dire:

“Beh però da adesso in poi vorrei mangiare solo merda di cane”

“Perché?”

“Perché mi hanno detto per anni che non posso mangiare merda di cane”

“In effetti il tuo ragionamento non fa una piega”

Perciò, sebbene consideri sacrosanto il diritto per gli omosessuali di poter fare qualcosa che non influisce in nessun modo nella vita di qualche rompicoglione baciapile, gli consiglierei vivamente di non sposarsi, per nulla al mondo. Ve ne pentirete.

Finirete per divorziare come tutti. Tra l’altro visto che siete entrambi maschi non c’è nessuna donna a cui dare la casa e metà del vostro stipendio. Sareste entrambi inculati, ma questa volta non in senso positivo.

Stessa cosa per i figli.

Ma siete pazzi? Non avete voglia di continuare a spassarvela i fine settimana tra cocktail, orge e balli? Lo sapete quanto è rompicoglioni un bambino?

Oltretutto i vostri figli sarebbero più arroganti della media. Ognuno di noi, nato da una relazione eterosessuale è sempre accompagnato da un dubbio esistenziale, un dubbio che ci rende meno tracotanti. Il dubbio in questione è che non abbiamo mai la certezza di non essere stati uno sbaglio.

Per quanto mamma e papà possano averci convinto del contrario abbiamo sempre quel sospetto, quella vocina che ci fa pensare che forse nell’esatto istante in cui la scintilla della nostra esistenza si è accesa qualcuno possa aver urlato “Merda sono venuto dentro”.

Quel dubbio è quello che mantiene i bambini tranquilli, sopratutto quando glielo rinfacci.

Ma un figlio di una coppia gay ha la certezza di non essere uno sbaglio. Ti romperà l’anima a vita.

“La smetti di dare fuoco alla casa”

“Beh papà, sei tu che mi hai voluto”

“Non è vero sei stato uno sbaglio”

“Papà ho cinque anni, sono abbastanza grande da aver letto su Google che l’unico regalo che puoi ricevere dal sesso anale è l’AIDS”

Quindi è sacrosanto lottare per il diritto al matrimonio gay, per una questione di civiltà, di empatia e di libertà.

Ma una volta ottenuto fossi in voi lo eviterei come la peste.

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